ROMaIDENTITY


Rapporto sui diritti umani: ecco perché l’Italia non rispetta gli impegni con l’UE sui Rom

  • I sindaci e gli amministratori locali non destinano case alle popolazioni Romanès per timore dell’opinione pubblica avversa e della strumentalizzazione mediatica. E’ una delle cause della mancata applicazione degli impegni, secondo il dossier “L’Articolo 3”.

    “Nonostante il fatto che la presenza dei campi nomadi, autorizzati o spontanei, costituisca il vulnus principale del nostro Paese di fronte a tutti gli interlocutori internazionali e rappresenti per le amministrazioni locali il punto di maggiore criticità nella gestione delle presenze rom, le stesse amministrazioni scelgono spesso una strategia di immobilismo”: Lo afferma il dossier “L’Articolo 3”, primo rapporto sullo stato di attuazione dei diritti fondamentali in Italia realizzato dall'associazione “A Buon Diritto”, nel capitolo “Rom, sinti, caminanti” scritto da Ulderico Daniele.

    Nella pubblicazione, il ricercatore spiega che “a detta di operatori e osservatori, le difficoltà dipendono principalmente dalle possibili ricadute politiche, sia a livello nazionale che locale, di qualsiasi intervento di politica abitativa per i Rom”. Per Daniele, le amministrazioni “temono che qualsiasi intervento migliorativo delle condizioni abitative dei Rom possa essere strumentalizzato nel dibattito”. “Inoltre, sottolinea l’autore, sul tema dell’abitare si riscontrano difficoltà anche nel dialogo con le rappresentanze Rom”. Queste ultime “si fanno portatrici di istanze e bisogni diversificati secondo le diverse esperienze di migrazione e di insediamento”, “generando in alcuni casi tensioni”.

    La "Strategia nazionale per l'inclusione di Rom, sinti e caminanti", che l'Italia ha stilato su richiesta dell'Ue, impone “Il superamento della fase emergenziale ed assistenziale delle politiche per i rom e l’avvio di piani per l’inclusione”. Essa resta però largamente inapplicata, sia a livello nazionale che locale, sottolinea Daniele, "nonostante il calendario definito dalla strategia europea 2020, imponeva la conclusione della prima fase di implementazione entro la fine del 2013”. L’autore evidenzia che anche la realizzazione delle strutture istituzionali che dovranno implementare il piano d’azione non sono state ancora definite, sia a livello nazionale che locale: “I cinque Tavoli interministeriali previsti - Lavoro, Salute, Istruzione e Abitare e Status giuridico dei rom - hanno raggiunto, allo stato attuale, livelli di attivazione diversi”. Quello più attivo risulta il Tavolo che si sta occupando della condizione giuridica dei Rom”, che “ha dedicato una particolare attenzione alle numerose migliaia di rom che si trovano in una situazione definita come «apolidia di fatto». “Si tratta, sottolinea l’autore, principalmente di giovani nati nel nostro Paese, figli e nipoti di emigranti dalle diverse regioni della ex Jugoslavia che a loro volta si trovano in condizione di irregolarità amministrativa”.

    Anche a livello di governance locale, non sono ancora attivi la maggior parte dei Tavoli regionali che avrebbero il compito di supportare le autorità comunali e provinciali nell’elaborazione, attuazione e monitoraggio di Piani locali di inclusione sociale: “Nonostante le significative prese di posizione da parte della Conferenza Stato-Regioni (5 dicembre 2012 e 24 gennaio 2013), soltanto otto sono le Regioni che hanno ufficialmente istituito i Tavoli": "Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Toscana, Umbria, Lazio, Molise e Calabria; a queste potrebbero aggiungersi la Campania e la Sicilia”. Fra le Regioni più sollecite nell'avvio, l’autore segnala il caso della Toscana dove “già a fine 2012, in seguito ad una delibera regionale, è stato istituito il primo Tavolo tecnico, presieduto dall'assessore regionale per le Politiche sociali con la convocazione di tutti gli enti locali interessati alla questione”. L’attivismo amministrativo della Toscana ha già portato a definire “progetti che affrontano la questione centrale, e più politicamente delicata, dell’abitare dei rom”. In particolare il Tavolo regionale sta lavorando su alcuni progetti da realizzarsi in diversi contesti locali, “prospettando, diverse di proposte nell'ottica del superamento dei campi nomadi”: “Dall’inserimento in case di edilizia popolare a Lucca, all’autocostruzione di San Giuliano Terme”.



     

  altri articoli recenti