ROMaIDENTITY


Per i diritti umani, a ritmo di musica

  • A ritmo di musica. Quella irresistibile etno-rock della Mahala Rai Band venuta della Romania; l’esilarante Flamenco di Juan Amaya “El Pelòn” arrivato dalla Spagna; quella tradizionale dell’Alexian Group e Orchestra europea per la Pace composta da rom italiani. Così l’8 dicembre, in un Teatro Argentina strapieno, aperto alla cittadinanza e a ingresso libero per l’occasione, abbiamo celebrato la chiusura della campagna “Romaidentity – Il mio nome è Rom”.

    L’evento Roma Suona Rom ha voluto anche celebrare la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, portando davanti alle porte del teatro circa 1400 persone e formando una lunghissima coda fuori. Se ci è molto dispiaciuto il fatto che sono potute entrare ad assistere allo spettacolo solo le prime 800 persone che si sono presentate, siamo stati molto felici di constatare lo speciale successo di un evento che metteva al centro una minoranza spesso oggetto di razzismo e discriminazioni.

    Oltre a Roma Suona Rom, il Progetto si è concluso il 10 dicembre con un seminario internazionale di giornalismo curato dall’Associazione Stampa Romana e l’11 dicembre con un Convegno presso il Senato della Repubblica, organizzato in collaborazione con Associazione 21 Luglio, che ha voluto offrire una riflessione sulle politiche d’integrazione.

    La campagna “Romaidentity – Il mio nome è Rom”, co-finanziata dalla Commissione Europea, si conclude ma le attività di lotta alle discriminazioni non finiscono qui. E i primi a portarle avanti sono i giovani attivisti rom formati dai corsi del Progetto. Si tratta di ragazzi che studiano e lavorano e che hanno partecipato a una formazione speciale per diventare rappresentanti delle proprie comunità e per favorire un processo di contrasto non solo alla discriminazione da parte dell’esterno, ma anche all’auto-ghettizzazione che spesso limita chi vive in contesti alienanti come i campi nomadi.
    Il protagonismo di questi ragazzi è stato l’asse strategico dell’intero Progetto. Dalla ricerca partecipata alla realizzazione del sito web e dei materiali informativi, dalla partecipazione ai laboratori nelle scuole alla produzione della rivista Roma Cultural Magazine, dalla partecipazione al documentario del Progetto alla conduzione delle trasmissioni radiofoniche, le ragazze e i ragazzi rom sono stati la vera anima dell’iniziativa.

    Una di loro Marinela è intervenuta al convegno finale presso il Senato della Repubblica, coinvolgendo tutti con il suo racconto di come dopo le discriminazioni subite a scuola e poi sul lavoro (dove è stata licenziata proprio dopo aver comunicato la propria appartenenza all’etnia rom) ha pian piano superato la “vergogna di essere Rom” fino a diventare un’attivista per i diritti della sua comunità.

    E’ questo il messaggio che lo stesso Nazzareno Guarnieri, presidente dell’Associazione Rom Sinti @Politica e uno dei formatori dei giovani attivisti rom, ha voluto dare al pubblico accorso al convegno: "Il superamento dei campi Rom e' un percorso preciso, un lavoro da fare dentro le comunità Rom, per ripensarne il modo di vita. Ora molti di noi vivono in una condizione tribale, c'è qualcuno che parla per noi e che interviene per noi. Per cambiare e' necessario che le comunità Rom tornino protagoniste".

    Speriamo di essere riusciti, con le numerose iniziative realizzate, a dare un contributo a questo processo di emancipazione delle comunità rom e dei giovani prima di tutto. Così come speriamo di essere riusciti a contribuire a diffondere una percezione migliore e meno univoca del popolo rom presso i cittadini europei. Queste ambizioni hanno animato le nostre attività e ci hanno portato a coinvolgere i giovani rom e la loro crescita sociale e culturale. Questi obiettivi ci hanno spinti a promuovere un gran numero di eventi rivolti al mondo dei media e ai cittadini comuni, eventi in cui i temi della cultura e dell’identatà sono sempre stati prioritari perché convinti che solo la conoscenza e le occasioni di confronto possono vincere il pregiudizio, la paura e la segregazione del diverso.

    Vi invitiamo numerosi a leggere Uguali, Diversi, Normali, il libro che abbiamo prodotto e a vedere il nostro documentario in cui le storie di Marinela, Izabela e Tamara, tre giovani attiviste rom, ci conducono in una realtà in cui la voglia di riscatto trionfa sull’emarginazione.

    Non rimane che augurarci che tanti giovani rom, tanti insegnanti, tanti giornalisti, tanti cittadini vorranno portare avanti i frutti del lavoro realizzato in questi anni dalla Campagna Romaidentity.

    Natascia Palmieri – coordinatrice Campagna “Romaidentity – Il mio nome è Rom”



     

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