ROM in numeri

0,25%. I Rom Sinti e Camminanti (RSC) presenti in Italia sono lo 0,25% della popolazione: una percentuale nettamente inferiore rispetto a quella presente in altri Paesi europei. Le popolazioni RSC sono il 2% della popolazione greca (200 mila su 10 milioni), l'1,8% della popolazione spagnola (800 mila su 45 milioni) e lo 0,6% della popolazione francese (340 mila su 61 milioni).
Fonte: European Roma Rights Centre

120/150mila : Secondo le stime più accreditate la presenza delle comunità  RSC in Italia è compresa fra le 120 mila e le 150 mila unità. Il calcolo della consistenza numerica delle popolazioni Rom Sinte e Camminanti è particolarmente difficile in quanto i censimenti in Italia non rilevano dati sulle minoranze, inoltre queste popolazioni sono articolate in gruppi fortemente eterogenei e mancano criteri condivisi per includere una persona come appartenente alle comunità  Rom Sinti e Camminanti (RSC). Per questi motivi non esistono dati statistici ufficiali sulla presenza dei RSC ma solo stime approssimative, formulate da Enti ed Organizzazioni non governative.
Fino alla metà  degli anni novanta le cifre dichiarate (cfr. Opera Nomadi, Caritas) erano tra le 90.000 e 120.000 presenze, di cui più della metà  cittadini italiani (Sinti, Rom Abruzzesi, Camminanti Siciliani, Calderasa). A queste comunità  sono andate ad aggiungersi quelle arrivate dai Balcani a seguito delle guerre tra il 1991 e il 2000 e quelle giunte negli ultimi anni dalla Romania e le stime sulle presenze hanno raggiunto la cifra riportata, pari a circa lo 0,23% della popolazione.

70mila: E' la stima delle persone Rom Sinti e Camminanti (RSC) di cittadinanza italiana, pari a circa la metà  delle presenze totali nel territorio italiano.
Fonte: Parlamento
Fra i rom e sinti presenti in Italia Spinelli distingue 40-45.000 rom di antico insediamento, cittadini italiani, che abitano soprattutto le regioni meridionali ma di cui esistono comunità  a Milano, Bologna e Ancona; 35-40.000 sinti di antico e recente insediamento, cittadini italiani, residenti soprattutto nell'Italia centrosettentrionale; 25-35.000 rom di recentissima immigrazione, arrivati in Italia a partire dagli anni Sessanta e provenienti soprattutto dalle regioni della ex Jugoslavia, Albania, Romania (Spinelli A. S., 2003, Baro romano drom, Roma, Meltemi).

18 Secondo le stime pubblicate nel 2011 sul Rapporto Conclusivo dell'Indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Camminanti in Italia il 60% delle persone appartenenti a queste comunità  ha meno di 18 anni, fra questi il 30% ha un'età  compresa fra 0 e 5 anni, il 47% fra 6 e 14 anni e il 23% fra 15 e 18.

"¢ Quanti sono nomadi o vivono nei campi?

3% è la percentuale delle persone Rom residenti in Italia che conduce ancora una vita nomade. Il nomadismo è stato infatti sostituito da uno stile di vita stanziale in conseguenza delle trasformazioni del tessuto socio lavorativo italiano da sistema prevalentemente agricolo a sistema prevalentemente industriale. Inoltre una parte rilevante dei Rom che si trovano in Italia proviene dai Paesi dell'Europa centro-orientale, dove queste comunità  erano state già  ampiamente sedentarizzate dall'Impero austro-ungarico a partire dal secolo scorso. (Fonte: ANCI, Ministero dell'Interno).

Si stima che i Rom che abitano in campi spontanei, tollerati o attrezzati in Italia siano 40 mila, una cifra che rappresenta circa 1/4 della popolazione rom e sinti totale.
Fonte: Marco Bobbio e Giambattista Luperi (a cura di), Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani Senato della Repubblica, Rapporto conclusivo dell'indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Camminanti in Italia, XVI Legislatura, Documentazione di commissione n.7, Grafica Internazionale, Maggio 2011, pag.34.

167: E' il numero degli accampamenti rilevati nel censimento realizzato in Italia nel 2008. I prefetti di Roma, Milano e Napoli, al termine del censimento effettuato negli insediamenti delle tre città , hanno consegnato al ministro dell'Interno Maroni un rapporto dettagliato sulle operazioni dichiarando di aver individuato complessivamente 167 accampamenti, di cui 124 abusivi e 43 autorizzati. In questa occasione ed è stata dichiarata la presenza di 12.346 persone, tra le quali 5.436 minori.
www.interno.gov.it/mininterno/.../censimento_nomadi/




5.652 : E' il numero dei Rom che hanno partecipato all'ultimo censimento ufficiale effettuato dalla Polizia Municipale di Roma del 2008 e riguarda la popolazione RSC residente nei ventuno insediamenti autorizzati. Da questa fonte è possibile trarre alcune caratteristiche socio-demografiche anche se la caratteristica della "volontarietà " di quel censimento induce a pensare alla definizione di numeri per difetto di almeno il 30 - 40%.
Dei Rom censiti, 2.095 (37,1%) sono risultati provenienti da Paesi dell'Europa dell'Est. In molti casi i Rom censiti si sono dichiarati privi dei documenti comprovanti la nazionalità . Più della metà , alla data delle rilevazione, erano minori di 19 anni (il 52,8% sul totale rilevato) e di questi, più del 41% avevano meno di 14 anni. Si tratta quindi di una popolazione molto giovane.
L'8% del totale delle famiglie censite a Roma nel 2008 è composto da 1 o 2 persone, mentre la generalità  dei casi vede una presenza di famiglie composte da 5 o da 6 persone (31,1%), 7 persone (11,3%), 8 persone (7,2%) o più (18,7%). Questi dati evidenziano un numero di componenti familiari generalmente molto maggiore rispetto a quello della popolazione italiana.

80 insediamenti abusivi sono stati rilevati a Roma nel luglio 2009, prima dell'implementazione del "Piano Nomadi" del Comune di Roma. Le Autorità  di Pubblica Sicurezza hanno rilevato oltre 80 insediamenti abusivi in cui si stimava la presenza di 2.900 persone. Inoltre sono stati individuati 14 campi tollerati con 2.736 abitanti e 7 villaggi autorizzati con 2.241 residenti. In totale, tra insediamenti abusivi, campi tollerati e villaggi autorizzati sono stati contati 7.877 abitanti. Tutti i censimenti effettuati hanno rilevato, al di là  del numero delle persone presenti, condizioni di vita nei Villaggi Autorizzati assai critiche. Molti erano privi delle condizioni minime di sicurezza e di messa a norma degli impianti elettrici ed idraulici, nonché degli impianti fognari.
Fonte: Allegato al Piano Regolatore Sociale 2011-2015 - Interventi per le popolazioni Rom, Roma, aprile 2011, pag. 12.

"Quanti gli italiani pensano che siano?

84% della popolazione italiana intervistata dall'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione pensa che le comunità  romanì siano prevalentemente nomadi. Tutti i maggiori studi in merito hanno invece evidenziato che le famiglie rimaste nomadi sono un'esigua minoranza e abitare nei campi nomadi non significa praticare il nomadismo. Il 47% degli italiani intervistati associa al termine zingaro un'immagine negativa e il 35% ad una sensazione di emarginazione. Solo il 8% ha un rappresentazione neutra.

35% degli italiani sovrastima la presenza dei Rom: L'8% pensa che i Rom in Italia siano oltre i 2 milioni mentre solo il 6% degli italiani fa una valutazione corretta delle presenze di Rom Sinti e Camminanti (RSC). Al contrario il 73% degli italiani sottostima la presenza di rom italiani: il 49% valuta che la presenza di Rom italiani sia nulla o comunque inferiore al 10%. Secondo le stime più accreditate invece il numero di Rom Sinti e Camminanti (RSC) italiani è circa la metà  del totale, intorno alle 70 mila unità .
Fonte:"Italiani Rom e Sinti a confronto, Una ricerca quali-quantitativa" Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione, 2008.

"In Europa quanti sono?

12-15 milioni: E' il numero delle persone Rom Sinti e Camminanti (RSC) presenti nel continente europeo.

9-10 milioni vivono nei paesi dell'Unione Europea, pari a circa il 2% della popolazione totale.
Fonte

Aspettativa di vita:
25% l'aspettativa di vita media delle popolazioni rom e sinte è considerevolmente più bassa di quella europea. Solo il 25% raggiunge i 75 anni mentre nei 27 stati membri della Comunità  Europea le stime superano il 51%. Solo il 4,5% delle popolazioni rom raggiunge gli 85 anni rispetto all'11,2% del resto della popolazione europea.
Fonte

Istruzione e lavoro in Italia, Romania, Spagna e Bulgaria: 5,9% è la percentuale dei Rom che hanno conseguito il livello di istruzione secondaria o superiore, mentre la media della Comunità  Europea è del 67,2%. Il basso livello di preparazione professionale risulta essere il principale motivo per cui i Rom trovano prevalentemente lavori non qualificati, nelle fasce più deboli e più vulnerabili del mercato. Dalla ricerca condotta per il progetto EU-Inclusive in Italia, Romania, Spagna e Bulgaria emerge che i Rom rappresentano una popolazione molto più giovane rispetto alla media europea, che tendono ad entrare nel mercato del lavoro subito dopo aver compiuto l'età  legale e che il loro tasso di occupazione è solo del 37,4%, ovvero venti punti percentuali più basso rispetto alla media UE-27 (57,3%).
Fonte

Le date storiche:

1323 in quest'anno viene scritta, da un francescano irlandese, una delle prime testimonianze che attestano la presenza di un gruppo di nomadi accampato fuori le mura di Candia, a Creta. Afferma che "vivono in tende oblunghe e non possono fermarsi più di trenta giorni nello stesso posto". (Piasere, I Rom d'Europa, Laterza, 2004).

1385 in quest'anno viene scritto il documento che attesta la donazione di quaranta famiglie di atsigani da parte del Principe Dan I al Monastero di Vodita. àˆ la prima testimonianza della presenza di Rom in Romania e attesta che era già  in uso la pratica della schiavitù per queste popolazioni. (Piasere, I Rom d'Europa, Laterza, 2004).

1422 è l'anno in cui Fra' Bartolomeo della Pugliola vede a Bologna una comunità  di Rom e scrive la prima testimonianza conosciuta che attesta la presenza di queste popolazioni in Italia. Fra i più antichi documenti storici che testimoniano l'arrivo dei Rom vi sono poi quelli riguardanti il passaggio per Forlì (anno 1422) e per Fermo (1430) di un gruppo di circa duecento "indiani" diretti a Roma per ottenere indulgenza e protezione dal Papa, ma è probabile che altri gruppi avessero già  raggiunto le coste del Sud, dalla Grecia. (Piasere, I Rom d'Europa, Laterza, 2004).

1855: E' l'anno in cui termina ufficialmente la schiavitù nei principati romeni ed ha inizio una grande migrazione dei rom verso l'Europa Occidentale nota come seconda ondata, dopo la prima del Quattrocento. 3600 aspri, è quanto arrivava a costare uno zingaro con moglie e figli in Moldavia nel 1635. Lo stesso valore era attribuito ai cavalli, mentre un bue da macello valeva circa 220 aspri. "Come si vede -spiega Piasere- gli zingari erano abbastanza cari, equiparati agli animali più cari in assoluto come i cavalli". La schiavitù delle popolazioni Rom in Romania è stata definitivamente abolita solo nel 1848, nel 1855 in Moldavia e nel 1856 in Valacchia. (Piasere, I Rom d'Europa, Laterza, 2004).1956: Anno in cui nell'Urss di Krusciov viene emanato il decreto che vieta la vita nomade e punisce con cinque anni di lavori forzati chi trasgredisce alla legge. Nel 1958 anche in Bulgaria e Cecoslovacchia vengono emanati provvedimenti simili, nel 1964 anche in Polonia. (Piasere, I Rom d'Europa, Laterza, 2004).

1971. L'8 aprile, è il giorno in cui si celebra la giornata internazionale per i Rom, il "Romano Dives", in ricordo del primo storico congresso mondiale Rom tenutosi nel 1971 vicino Londra, che vide riuniti intellettuali e politici di origine rom in rappresentanza di vari paesi europei. In quell'occasione si decise di adottare la bandiera rom e l'inno internazionale "jelem jelem". La bandiera è una ruota rossa tra cielo blu e terra verde. L'inno in lingua romanes significa "Ho camminato"¦ e camminato", jelem jelem. Scritto dal poeta rom Jarko Jovanovic racconta la fuga dall'esercito nazista, ricordando così il Porrajmos, lo sterminio dei rom nei campi di concentramento.

1994: in quest'anno Juan de Dios Ramirez-Heredia diventa il primo parlamentare Rom eletto a Parlamento Europeo.

500.000 è la stima dei Rom uccisi nei campi di concentramento in quello che è definito il barò porrajmos, il grande divoramento, lo sterminio delle popolazioni Rom e Sinte.